1962 – 50 Pesos Bolivianos – Bolivia

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⚔️ Fronte (Recto): Il Gran Maresciallo Antonio José de Sucre

  • L’Eroe dell’Indipendenza: Sul lato destro domina un’eccezionale e nitida incisione calcografica a bulino che ritrae il volto fiero e l’alta uniforme militare di Antonio José de Sucre (1795–1830). Fedelissimo braccio destro di Simón Bolívar e genio militare indiscusso, Sucre guidò l’esercito patriota alla vittoria definitiva contro gli spagnoli nella storica Battaglia di Ayacucho (1824). Nel 1825 divenne il primo Presidente costituzionale della neonata Repubblica di Bolivia, che scelse di battezzare la propria capitale ufficiale (Sucre) proprio in suo onore.

  • Araldica e Nuova Valuta: Al centro spicca con orgoglio lo stemma nazionale della Bolivia, sormontato dalla dicitura “Banco Central de Bolivia”. Poco sotto, la scritta “Pesos Bolivianos” ufficializza il debutto del nuovo conio.

  • Rilievo British Style: L’inchiostrazione arancione è densa e pastosa, tipica della scuola di stampa londinese. Il ritratto di Sucre, i testi principali e le grandi cifre “50” offrono una marcata e piacevole sensazione di rilievo ruvido sotto i polpastrelli.

🗿 Retro (Verso): La Porta del Sole (Puerta del Sol – Tiwanaku)

Girando la banconota sul lato lungo, abbandoniamo l’iconografia repubblicana per compiere un viaggio mistico sull’altopiano andino, a quasi 4.000 metri d’altezza:

  • Il Portale degli Dei: Il quadro centrale ospita una superba, estesa e millimetrica veduta calcografica della celebre Porta del Sole (Puerta del Sol), il monumento più iconico del sito archeologico di Tiwanaku (Tiahuanaco), culla di una delle più importanti civiltà pre-incaiche. Scolpita in un unico blocco di andesite del peso di circa 10 tonnellate, la porta mostra sul fregio superiore l’enigmatica figura del “Dio dei Bastoni” (spesso identificato con Viracocha), circondato da 48 figure alate o effigi di condor. L’incisione descrive magnificamente la pietra millenaria spaccata dal tempo e l’aridità solenne del paesaggio circostante.

  • Layout Anti-Contraffazione: La scena archeologica è protetta da grandi numeri “50” posizionati negli angoli e incorniciata da una rigorosa e geometrica struttura lineare sormontata da microtesti e fitti fondi fluttuanti ondulati, calibrati per neutralizzare ogni tentativo di riproduzione fotomeccanica degli anni Sessanta.

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