1960 – 20 Pesoa – Cuba

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⚔️ Fronte (Recto): Il Generale Antonio Maceo, il Titano di Bronzo

  • L’Eroe Indomito: Sul lato diritto domina una magistrale, nitida e profonda incisione calcografica a bulino che ritrae il volto fiero, lo sguardo d’acciaio e i lineamenti fieri del Generale Antonio Maceo Grajales (1845–1896). Soprannominato il “Titano di Bronzo” (El Titán de Bronce) per il colore della sua pelle e per la sua sovrumana resistenza fisica (sopravvisse a oltre venti ferite da arma da fuoco in battaglia), Maceo fu il colosso militare delle guerre d’indipendenza contro la Spagna. Celebre per il suo rifiuto di firmare la pace senza l’abolizione della schiavitù (la Protesta di Baraguá), la sua figura incarna il coraggio militare assoluto della nazione.

  • Geometrie di Sicurezza: Al centro campeggia la dicitura solenne del “Banco Nacional de Cuba”, affiancata dalle firme istituzionali dell’anno di transizione. L’inchiostrazione blu notte è incredibilmente pastosa, conferendo alla dicitura della valuta “VEINTE PESOS” e alle grandi cifre “20” disposte ai lati un forte e nitido rilievo tattile sotto i polpastrelli.

🛡️ Retro (Verso): Lo Stemma Nazionale (Arms)

Girando la banconota sul lato lungo, si dispiega la monumentale e simmetrica architettura araldica della repubblica, stampata con il caratteristico inchiostro monocolore blu notte tipico delle produzioni monumentali di metà secolo:

  • Il Blasone Caraibico: Il quadro centrale ospita una superba, estesa e millimetrica riproduzione dello Stemma Nazionale di Cuba (Arms / Escudo de la Palma Real). L’incisione descrive con assoluta precisione i tre elementi cardine del blasone: la chiave d’oro che unisce i due promontori (Cuba come chiave del Golfo del Messico), le strisce azzurre e bianche della bandiera e lo splendido paesaggio dominato dalla Palma Reale, simbolo della forza, della dignità e dell’incorruttibilità del popolo cubano. Il tutto è sormontato dal berretto frigio con la stella solitaria, emblema di libertà e sovranità.

  • Blindatura Antiriproduzione: La complessa composizione araldica è protetta da grandi parole “VEINTE” e numeri “20” disposti negli angoli liberi, interamente avvolta da una monumentale bordura geometrica composta da fitti intrecci lineari guilloché, calibrati al millimetro per impedire la riproduzione fotomeccanica dell’epoca.

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