1981 – 1.000.000 pesos – Argentina

18,00 

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🇦🇷 1.000.000 Pesos del 1981 – Il Liberatore e il Giorno della Patria

Un biglietto carico di una tensione storica enorme, che unisce l’iconico volto del fronte alla rappresentazione corale della nascita della libertà argentina sul retro.

🏛️ Fronte (Recto): L’Ultimo Saluto del Generale San Martín

  • Il Ritratto del Generale: Sul lato destro si staglia, per l’ultima volta in questa serie, il severo e carismatico volto del Generale José de San Martín (1778–1850) in età avanzata. L’incisione a bulino, identica a quella di tutti i tagli precedenti a partire dai 50 Pesos, conclude qui la sua straordinaria epopea grafica all’interno delle pagine del tuo album, offrendo una coerenza filologica impeccabile. Il rilievo calcografico sull’uniforme e sui capelli d’argento è eccezionalmente marcato e ruvido al tatto.

  • L’Oceano di Zeri: Al centro risalta la dicitura della Banca Centrale sopra la scritta a grandi lettere “UN MILLON DE PESOS”. La spaventosa cifra “1.000.000” presidia gli angoli del biglietto, incorniciata da fittissimi intrecci geometrici anti-contraffazione (guilloches).

🏛️ Retro (Verso): L’Alba dell’Indipendenza (25 de Mayo de 1810)

Il retro è un capolavoro corale di incisione che riproduce l’evento fondante della nazione, la Rivoluzione di Maggio:

  • Il Popolo in Piazza: L’intera scena centrale mostra la riproduzione dettagliatissima del celebre dipinto storico di Ceferino Carnacini, raffigurante il 25 maggio 1810 a Buenos Aires. L’eccezionale incisione a bulino cattura la folla di cittadini, patrioti e soldati radunati sotto la pioggia battente davanti al Cabildo di Buenos Aires (il municipio coloniale), in attesa della destituzione del viceré spagnolo e della nascita del primo governo autonomo (Primera Junta). La precisione dell’incisore è tale da rendere visibili gli ombrelli sollevati dalla folla e i volti concitati dei manifestanti.

  • Simmetria Istituzionale: A sinistra del quadro storico risalta lo stemma nazionale argentino inserito in un ovale decorato, mentre enormi cifre “1.000.000” presidiano i lati, a perenne e drammatica memoria dell’immenso valore nominale del pezzo.

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