1984 – 1 Lempira – Honduras

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🏹 Fronte (Recto): Il Capo Indigeno Lempira e i Simboli Nazionali

  • L’Eroe della Resistenza: Sul lato destro domina l’intensa e fiera incisione calcografica che ritrae il cacique Lempira (?–1537), il leggendario capo guerriero del popolo dei Lenca. Lempira (il cui nome nella lingua nativa significa “Signore della Montagna”) guidò una disperata e massiccia resistenza indigena contro l’invasione dei conquistadores spagnoli negli anni Trenta del Cinquecento. Il suo coraggio lo ha reso il simbolo eterno della sovranità honduregna, tanto che il Paese gli ha dedicato il nome della propria valuta nazionale.

  • Dettagli di Sicurezza: Al centro del biglietto campeggia lo stemma della Repubblica dell’Honduras, circondato da intricati rosoni geometrici lineari (guilloches) rossi e ocra. L’inchiostrazione densa della stamperia tedesca conferisce al volto dell’eroe e alle cifre “1” un rilievo tattile finissimo e netto.

🗿 Retro (Verso): Il Gioco della Palla e le Rovine di Copán

Girando la banconota sul lato lungo, ci si ritrova immersi nel cuore di uno dei siti archeologici più importanti e affascinanti del mondo maya:

  • Il Campo della Pelota (Pelota Game Arena): Il quadro centrale ospita una superba e dettagliatissima incisione che descrive il celebre campo del gioco della palla (Juego de Pelota) situato all’interno delle storiche rovine di Copán. Questo sito, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, conserva uno dei campi più eleganti e meglio preservati dell’epoca classica maya. L’incisione cattura la prospettiva della piazza con i suoi caratteristici muri inclinati e i marcatori in pietra a forma di testa di ara macao, dove gli antichi atleti si sfidavano in un gioco che univa lo sport al rituale sacro.

  • Layout ad Alta Definizione: La storica veduta archeologica è incorniciata da una struttura geometrica lineare pulita ed elegante, tipica dello stile Giesecke & Devrient. I numeri “1” e le scritte “BANCO CENTRAL DE HONDURAS” presidiano gli angoli con caratteri netti, protetti da fitti fondi di sicurezza sfumati per contrastare la falsificazione fotomeccanica dell’epoca.

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