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In questo anno di svolta, queste banconote circolavano freneticamente mentre l’Ucraina dichiarava ufficialmente la sua indipendenza dall’URSS (24 agosto 1991).
🎨 Iconografia del Fronte e del Retro
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Fronte: Ritroviamo la figura di Lybid, la leggendaria sorella dei fondatori di Kiev. Qui la sua immagine appare più solenne grazie alla tonalità scura dell’inchiostro, che mette in risalto il movimento dei suoi abiti sulla prua della barca.
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Retro: L’imponente Cattedrale di Santa Sofia. In questo taglio, la prospettiva della cattedrale evidenzia le sue numerose cupole a cipolla, simbolo della “Sapienza Divina” che il nome stesso della chiesa richiama.
✨ Curiosità e Dettagli Nascosti
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Banconote “Seriali”: Se guardi bene i Karbovantsiv del 1991 dal taglio 1 al taglio 100, noterai che il disegno non cambia mai. Cambia solo il colore e il numero. Questo perché la zecca (stampata principalmente dalla Imprimerie Spéciale de Banque in Francia) doveva produrre miliardi di pezzi in pochissimi mesi: usare un solo cliché per tutti i tagli era l’unico modo per battere il tempo e l’inflazione.
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Niente Firme: Su queste banconote non troverai la firma del Governatore della Banca Centrale. In quel periodo di caos amministrativo, le istituzioni erano ancora in fase di formazione e si decise di emettere i biglietti senza firme per accelerare il processo legale di emissione.
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L’effetto “Carta Moneta”: A differenza delle banconote rumene che abbiamo visto, questi Kupony non avevano filigrana (watermark) nelle prime serie. Al suo posto c’era un pattern geometrico a griglia su tutta la superficie. Al tatto sembrava quasi carta comune, il che portò i cittadini a chiamarli scherzosamente “foglietti colorati”.
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L’inflazione galoppante: Nonostante il 100 fosse un taglio alto nel 1991, nel giro di soli due anni l’Ucraina dovette stampare tagli da 10.000, 100.000 e persino 1.000.000 di Karbovantsiv. Il povero “100” finì presto per valere meno della carta su cui era stampato.
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Il Simbolo del Tridente (Tryzub): Se osservi attentamente, noterai che lo stemma nazionale (il Tridente) non è ancora presente in modo massiccio. L’Ucraina stava ancora riscoprendo i suoi simboli dopo decenni di iconografia sovietica, e Santa Sofia fungeva da “stemma spirituale” temporaneo.
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