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Questa banconota rappresenta l’ultimo “alto di gamma” della produzione sovietica prima che l’inflazione rendesse necessari tagli ben più elevati (come i 200 o i 1000 rubli).
🎨 Iconografia del Fronte e del Retro
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Fronte: Il volto di Lenin guarda verso destra. Il ritratto è lo stesso della serie precedente, ma lo sfondo è molto più complesso, con un reticolo di sicurezza finissimo e lo stemma dell’URSS (Arms) che campeggia a sinistra.
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Retro: Ritroviamo la veduta del Cremlino con la Torre Vodovzvodnaya in primo piano. Rispetto al 1961, la stampa è meno “piena” e più focalizzata sui contrasti di colore, con il numero 100 che domina la composizione.
✨ Curiosità e Dettagli Nascosti
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Tre Giorni di Fuoco: Quando questa banconota fu emessa nel gennaio 1991, i cittadini russi ebbero solo 3 giorni lavorativi per cambiare i vecchi “centoni” con questi nuovi. Chi aveva risparmi accumulati onestamente si ritrovò in coda con migliaia di altre persone; chi li aveva accumulati illegalmente vide il proprio capitale sparire. È passata alla storia come la banconota della “confisca”.
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L’effetto Arcobaleno: Se la inclini leggermente, noterai come il colore dello sfondo passi dal beige al rosa e poi all’azzurro in modo fluido. Questo effetto, chiamato stampa Orlov evoluta, era il massimo della sicurezza sovietica dell’epoca contro i falsificatori.
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La Torre del Fiume: La Torre Vodovzvodnaya (quella “dell’acqua”) è qui rappresentata con una precisione quasi fotografica. Nonostante il caos del 1991, la stamperia Goznak non rinunciò alla qualità artistica, mantenendo il livello degli incisori russi tra i migliori al mondo.
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Il Canto del Cigno del Rublo: Questa è stata l’ultima volta che i 100 rubli sono stati considerati una “grande somma”. Solo pochi mesi dopo l’emissione, l’inflazione sarebbe diventata così forte che con 100 rubli si sarebbe comprato a stento un pranzo, portando alla nascita delle banconote da 50.000 e 100.000 rubli pochi anni dopo.
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Le 15 Sorelle: Nonostante le spinte secessioniste, sul retro sono ancora presenti le scritte in tutte le lingue delle repubbliche. È l’ultima banconota di grande taglio a celebrare l’unione dei popoli sovietici prima della firma del trattato che sciolse l’URSS nel dicembre di quell’anno.
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