1995 – 2 Dollars – Barbados

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🔬 Fronte (Recto): John Redman Bovell e l’Identità Nazionale

  • Il Padre dell’Agronomia Caraibica: Sul lato sinistro domina la scena, impresso con un ritratto calcografico a rilievo straordinariamente finto e dettagliato, il volto di John Redman Bovell (1855–1928), scienziato e agronomo barbadiano. Bovell è considerato un vero e proprio eroe nazionale per aver salvato l’economia dell’isola a fine Ottocento, salvando l’industria della canna da zucchero dalla crisi grazie all’introduzione di nuove e resistenti varietà genetiche di canna da zucchero sviluppate attraverso la ricerca scientifica.

  • I Simboli della Repubblica: Al centro spicca lo stemma ufficiale di Barbados, sorretto da un pesce delfino (lampuga) e da un pellicano, sormontato dal braccio che stringe due fusti di canna da zucchero disposti a croce di Sant’Andrea. Sotto la dicitura istituzionale “CENTRAL BANK OF BARBADOS”, risalta il valore nominale in lettere “TWO DOLLARS”. Lo sfondo è arricchito da una splendida filigrana raffigurante la mappa dell’isola e da microrosoni geometrici di sicurezza.

🏛️ Retro (Verso): Trafalgar Square a Bridgetown

Voltando la banconota sul lato lungo, il design grafico si congeda dalla scienza per illustrare il cuore pulsante della capitale:

  • La Trafalgar Square dei Caraibi: Il quadro centrale ospita una monumentale e dettagliata veduta di Trafalgar Square a Bridgetown (successivamente ribattezzata National Heroes Square). L’incisione a bulino cattura magnificamente lo storico scorcio coloniale, dominato dalla celebre fontana monumentale e dalla statua dell’Ammiraglio Nelson eretta nel 1813 (addirittura prima della costruzione della colonna di Nelson a Londra), a testimonianza del profondo legame storico che è valso a Barbados il soprannome di “Little England” (Piccola Inghilterra).

  • Trame Antiriproduzione De La Rue: Tutto il fondale e le cornici d’angolo che ospitano la cifra “2” sono avvolti da una spettacolare ragnatela di linee geometriche guilloché a transizione cromatica continua, ottimizzate a metà degli anni Novanta per neutralizzare i primi tentativi di contraffazione fotomeccanica digitale.

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