2017 – 50 ouguiya – Mauritania

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🎨 Analisi del Design e Iconografia

La banconota sfoggia un look modernissimo ed elegante, caratterizzato da una palette cromatica dominata dal viola scuro, lilla e sfumature multicolore che brillano in modo spettacolare sulla plastica.

Fronte (Obverse) — La rivoluzione stilistica

  • Soggetto Principale: Per la prima volta scompare la griglia puramente geometrica degli anni passati per fare spazio alla facciata monumentale della Moschea di Ibn Abbas (Ibn Abbas Mosque) situata a Nouakchott, la capitale.

Nota storica e architettonica: Costruita grazie ai fondi dell’Arabia Saudita negli anni ’60, la moschea Ibn Abbas (conosciuta anche come la Grande Moschea o Moschea Saudita) è il luogo di culto più celebre, antico e centrale di Nouakchott. Presenta un’architettura elegante con alti minareti squadrati decorati con motivi geometrici in pietra chiara, simbolo della fede e dell’unificazione della nazione moderna.

  • Finestra Trasparente (Polymer Window): Trattandosi di un biglietto in plastica, sulla destra è presente una bellissima finestra trasparente complessa a forma di arco moresco, all’interno della quale è inserito un elemento olografico di sicurezza ad alta tecnologia che riflette la luce.

  • Testi: Interamente in lingua araba.

Retro (Reverse)

Il retro è una meravigliosa celebrazione dell’ospitalità nomade e della musica tradizionale mauritana:

  1. La Teiera (Teapot): Al centro spicca una teiera metallica tradizionale lucida accanto a tre piccoli bicchieri di vetro pieni di schiuma. Rappresenta il rito del tè mauritano (Ataya). Nella cultura del deserto, servire il tè alla menta è il massimo simbolo di ospitalità, rispetto e benvenuto per qualsiasi ospite, e segue una precisione rituale ferrea (vengono serviti tradizionalmente tre bicchieri: il primo amaro come la vita, il secondo dolce come l’amore, il terzo soave come la morte).

  2. Gli strumenti musicali (Musical instruments): Ai lati e sullo sfondo si riprendono gli storici strumenti a corda dei cantastorie Griot che avevamo già visto nelle vecchie serie da 100: l’Ardin (l’arpa angolare femminile) e la Tidinit (il liuto maschile), che evocano le melodie che accompagnano le serate sotto le tende nel deserto.

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