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Questa serie del 1966 è una delle più famose della Romania di Nicolae Ceaușescu: è rimasta in circolazione per oltre vent’anni, diventando il simbolo della stabilità (apparente) del regime.
🎨 Iconografia del Fronte e del Retro
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Fronte: Il ritratto di Tudor Vladimirescu (1780–1821), l’eroe nazionale che guidò la rivolta del 1821 contro i regimi fanarioti e l’influenza ottomana. È raffigurato con il tipico cappello di pelliccia e uno sguardo fiero.
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Retro: Una complessa veduta di un impianto petrolchimico (una raffineria). Simboleggia la modernizzazione forzata della Romania e la sua indipendenza energetica attraverso lo sfruttamento del petrolio.
✨ Curiosità e Dettagli Nascosti
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Il Personaggio “Ponte”: Vladimirescu era l’eroe perfetto per il regime comunista. Pur essendo un militare del passato, veniva celebrato come un precursore della lotta di classe perché aveva guidato i contadini (panduri) contro l’oppressione dei nobili.
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L’Ossessione per il Petrolio: Il complesso raffigurato sul retro non è un posto qualunque, ma richiama i grandi poli industriali di Ploiești o Borzești. Ceaușescu voleva che ogni cittadino, ogni volta che pagava, ricordasse che la Romania era una potenza industriale moderna, non più solo un paese di contadini.
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Addio ai Re: Noterai che lo stemma nazionale è cambiato radicalmente rispetto alle banconote del 1947. Niente più leoni o corone: ora ci sono montagne, foreste, una torre petrolifera e il sole che sorge, il tutto circondato da spighe di grano e sormontato dalla stella rossa.
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La Banconota “Resistente”: Questa serie era stampata su una carta molto spessa e di alta qualità. È stata progettata per durare una vita; infatti, se ne trovano ancora moltissime in condizioni quasi perfette perché venivano accumulate nelle case dei rumeni come risparmi.
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Simbologia dei Colori: Il blu del 25 Lei era così iconico che spesso la banconota veniva chiamata semplicemente “albastra” (l’azzurra). Nel 1966, con 25 Lei si potevano comprare diversi chili di pane o un pranzo completo in una mensa operaia.
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