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In questo biglietto, la Romania rivendica con forza le sue origini romane, quasi a voler cercare rifugio in un passato glorioso mentre il futuro appariva incerto.
🎨 Iconografia del Fronte e del Retro
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Fronte: Un simbolo iconico: la Lupa Capitolina che allatta Romolo e Remo. Questo riferimento diretto alla fondazione di Roma serviva a ribadire la “latinità” del popolo rumeno (l’unica isola latina nei Balcani).
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Retro: Tornano le donne contadine in abiti tradizionali, circondate da cornici barocche molto elaborate che contengono l’enorme cifra del valore nominale.
✨ Curiosità e Dettagli Nascosti
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Il Valore Fantasma: Sebbene 5 milioni sembrino una fortuna, nel 1947 con questa banconota potevi a malapena comprare qualche chilogrammo di carne o un paio di scarpe. L’inflazione era così rapida che la Banca Centrale non faceva in tempo a stampare i biglietti che il loro valore era già dimezzato.
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Messaggio ai Sovietici: Inserire la Lupa Capitolina proprio nel 1947 era un atto di orgoglio culturale. Mentre l’influenza russa (slava) aumentava, la Romania metteva sulla sua banconota più grande il simbolo massimo della civiltà occidentale e romana.
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L’ultimo “Reale”: Questa è una delle ultimissime banconote a riportare lo stemma del Regno di Romania. Pochi mesi dopo l’emissione di questo biglietto, il 30 dicembre 1947, Re Michele I fu costretto ad abdicare e la monarchia fu abolita.
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La Riforma “Ghigliottina”: Questa banconota ebbe vita brevissima. Nell’agosto del 1947 fu attuata la stabilizzazione monetaria: 20.000 “vecchi” Lei vennero cambiati con 1 “nuovo” Leu. Milioni di persone videro i loro risparmi (composti da questi biglietti da 5 milioni) sparire nel giro di una notte.
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Incisione di Emergenza: Nonostante la crisi, la qualità della stampa rimase altissima. Se guardi i muscoli della lupa o i dettagli del pelo, noterai una precisione millimetrica. Era l’ultimo sfoggio di bravura degli incisori della vecchia scuola prima del passaggio ai design più semplificati del regime socialista.
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