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Se il 25 Lei celebrava la lotta armata e il petrolio, il 100 Lei punta tutto sul prestigio storico e culturale della nazione.
🎨 Iconografia del Fronte e del Retro
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Fronte: Il ritratto di Nicolae Bălcescu (1819–1852). Storico, scrittore e rivoluzionario, fu una delle menti dietro la rivoluzione del 1848 in Valacchia. Con i suoi baffi curati e l’aria da intellettuale romantico, rappresenta l’anima colta del risveglio rumeno.
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Retro: Il maestoso Ateneo Rumeno (Ateneul Român) di Bucarest. È il tempio della musica classica e della cultura, uno degli edifici più belli e iconici della capitale, completato nel 1888.
✨ Curiosità e Dettagli Nascosti
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Un Rivoluzionario “Sicuro”: Bălcescu era un personaggio perfetto per la propaganda: un patriota che aveva lottato per l’unione dei principati e per i diritti dei contadini. Il regime lo scelse per il taglio più alto proprio per dare un volto nobile e colto al socialismo rumeno.
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Il Valore di un Tesoro: Negli anni ’70 e ’80, 100 Lei erano una somma considerevole. Per darti un’idea, lo stipendio medio di un operaio si aggirava intorno ai 2.000-2.500 Lei. Avere un “Bălcescu” significava poter fare una spesa importante o mettere da parte una quota significativa per le vacanze sul Mar Nero.
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Architettura Occidentale: L’Ateneo sul retro è un edificio in stile neoclassico con tocchi eclettici, progettato da un architetto francese. È curioso come un regime così chiuso verso l’esterno celebrasse sulla sua banconota principale un simbolo di architettura così “occidentale” e raffinata.
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Simmetria di Sicurezza: Se osservi i bordi della banconota, le cornici sono composte da una serie di “100” microscopici intrecciati in motivi geometrici che sembrano pizzi. Era un sistema di stampa molto avanzato per l’epoca, pensato per evitare le falsificazioni manuali.
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Il Sopravvissuto: Questa banconota è sopravvissuta indenne a quasi tutto il periodo del regime. È stata ritirata solo dopo la rivoluzione del 1989, quando l’iperinflazione degli anni ’90 rese i 100 Lei una cifra quasi insignificante, portando alla nascita delle banconote con tre o quattro zeri in più.
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