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Questa banconota celebra il legame indissolubile tra il più grande musicista rumeno e il tempio della musica della città di Bucarest.
🎨 Iconografia del Fronte e del Retro
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Fronte: Il ritratto di George Enescu, con lo sguardo rivolto verso l’orizzonte. Accanto a lui compaiono un garofano stilizzato e, sullo sfondo, alcuni elementi che richiamano spartiti e note musicali.
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Retro: Il Rectorat dell’Ateneo Rumeno (Ateneul Român) a Bucarest. È la sala da concerto più famosa del Paese, un gioiello neoclassico con la cupola decorata che è il simbolo della cultura nazionale.
✨ Curiosità e Dettagli Nascosti
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La Sostituzione della Sfinge: Se ricordi il vecchio 50.000 Lei, sul retro c’era la “Sfinge dei Carpazi”. Con il nuovo 5 Lei del 2005, la Banca Centrale ha preferito sostituire la formazione rocciosa naturale con l’Ateneo Rumeno, per sottolineare il passaggio da una celebrazione della natura a una celebrazione dell’architettura e della civiltà urbana.
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Il Violino Trasparente: La finestra trasparente su questa banconota ha la forma stilizzata di un violino (o a volte interpretata come una chiave di violino stilizzata). È un omaggio allo strumento che ha reso Enescu famoso in tutto il mondo e funge da elemento di sicurezza anti-falsificazione.
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Micro-musica: Guardando molto da vicino gli sfondi del fronte, i disegni di sicurezza non sono casuali, ma richiamano il ritmo e la fluidità delle composizioni di Enescu, come la Rapsodia Rumena n. 1. È come se la banconota avesse una sua colonna sonora visiva.
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Un Palazzo di Sottoscrizione: Una curiosità sull’Ateneo (sul retro): fu costruito alla fine dell’Ottocento grazie a una colletta pubblica chiamata “Date un soldo per l’Ateneo!” (Dați un leu pentru Ateneu!). È ironico che oggi il palazzo appaia proprio su una banconota da pochi Lei, quasi a ricordare quella piccola donazione collettiva.
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Inchiostro otticamente variabile: Come tutte le banconote della serie 2005, il numero “5” e alcuni dettagli cambiano colore o riflettono la luce in modo diverso se inclinati, una caratteristica che il polimero esalta molto più della carta tradizionale.
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