1988 – 1.000 Sucres – Ecuador

20,00 

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🏹 Fronte (Recto): Il Generale Inca Rumiñahui

  • L’Effigie della Resistenza Indigena: Sul lato destro domina, impressa con una fitta, nitida e straordinariamente profonda incisione calcografica a bulino, la superba e fiera effigie del generale inca Rumiñahui (c. 1496–1535). Il suo nome, che in lingua quechua significa “Viso di Pietra”, ne riflette l’inflessibile determinazione militare. Fu uno dei più brillanti generali dell’imperatore Atahualpa; dopo la cattura e l’esecuzione di quest’ultimo da parte dei conquistadores spagnoli guidati da Pizarro, Rumiñahui prese il comando della resistenza nel nord dell’Impero (l’attuale Ecuador). Pur di non lasciare la splendida città di Quito nelle mani degli invasori, diede ordine di bruciarla completamente e nascondere i tesori imperiali, continuando a combattere strenuamente sulle montagne fino al suo martirio. Il suo ritratto celebra l’indomito spirito nativo del Paese.

  • Layout del Taglio Massimo d’Epoca: Al centro campeggia la dicitura istituzionale solenne “BANCO CENTRAL DEL ECUADOR”, sotto la quale risalta il valore nominale espresso in lettere “MIL SUCRES”. Grandi numeri “1000” ornano gli angoli della banconota, protetti da fittissimi intrecci di microrosoni e trame antiriproduzione ad alta definizione.

🛡️ Retro (Verso): Lo Stemma Nazionale dell’Ecuador (Arms)

Girando la banconota sul lato lungo, la narrazione visiva si congeda dalla storia incaica per riaffermare la sovranità repubblicana contemporanea:

  • Il Tempio dell’Araldica Andina: Il quadro centrale ospita lo Stemma Nazionale dell’Ecuador (Arms / Escudo de Armas), incastonato in un elegante medaglione circolare. L’incisione a rilievo descrive minuziosamente tutti gli elementi del blasone: il maestoso Condor delle Ande ad ali spiegate, lo scudo ovale racchiudente il monte Chimborazo e il fiume Guayas navigato dallo storico battello a vapore, il tutto cinto dalle quattro bandiere tricolori e dai rami di palma e alloro.

  • Blindatura Ottica di Fine Anni Ottanta: Tutto lo sfondo del retro è protetto da un fittissimo reticolo fluttuante di linee geometriche guilloché a transizione cromatica continua delle officine di sicurezza, espressamente calibrate nel 1988 per mandare in tilt i sensori delle prime fotocopiatrici professionali a colori e dei sistemi di riproduzione tipografica.

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