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Mentre il Paese stava vivendo una crisi profonda, questa banconota cercava di proiettare un’immagine di giovinezza e tecnologia.
🎨 Iconografia del Fronte e del Retro
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Fronte: Il ritratto di una giovane ragazza (spesso identificata come una studentessa). Ha un look molto anni ’80, con i capelli corti e uno sguardo diretto. Rappresenta la nuova generazione jugoslava che avrebbe dovuto affrontare le sfide del nuovo decennio.
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Retro: Un design stilizzato e astratto che rappresenta un occhio o una serie di orbite digitali, circondato da numeri e grafiche geometriche. È un omaggio all’era dell’informatica e della cibernetica che stava nascendo.
✨ Curiosità e Dettagli Nascosti
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La Banconota “Cyberpunk”: Rispetto ai minatori e alle contadine degli anni precedenti, il retro di questa banconota è quasi futuristico. Riflette il tentativo della Jugoslavia di apparire come una nazione tecnologicamente avanzata, nonostante le fabbriche fossero in crisi.
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Mille volte “Cento”: A causa della svalutazione, i cittadini iniziarono a perdere il senso dei numeri. Molti la chiamavano semplicemente “la rossa”, ma il suo potere d’acquisto cambiava quasi ogni settimana. Se all’inizio del 1989 era un piccolo tesoro, alla fine dell’anno bastava a malapena per una cena fuori.
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Il Mistero dell’Identità: Come per la donna dei 50.000, anche qui si dice che la ragazza fosse un’allieva di una scuola d’arte di Belgrado che aveva posato per gli incisori della Zecca (ZIN). Kulhánek voleva un volto che non avesse connotazioni etniche specifiche: doveva essere semplicemente “jugoslava”.
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Codici Numerici Nascosti: Se guardi il retro stilizzato, i numeri e le linee non sono casuali. Sono disposti in modo da creare un effetto ottico che rende la banconota difficilissima da fotocopiare con le prime macchine a colori dell’epoca, che andavano in tilt davanti a trame così fitte e contrastate.
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L’Ultimo Respiro della Federazione: Questa è stata una delle ultime banconote a circolare uniformemente da Lubiana a Skopje prima che le singole repubbliche iniziassero a stampare i propri “buoni” o valute provvisorie durante i primi conflitti degli anni ’90.
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