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Questa banconota è storica perché stabilisce il nuovo standard iconografico della Russia post-sovietica, eliminando ogni riferimento a Lenin o alla falce e martello.
🎨 Iconografia del Fronte e del Retro
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Fronte: Una veduta del Palazzo del Senato nel Cremlino. Sopra la cupola, per la prima volta, sventola orgogliosamente la bandiera tricolore russa (bianco, blu e rosso). Al posto dello stemma sovietico, troviamo il logo della Banca di Russia (l’aquila bicefala senza corone, ispirata a quella del 1917).
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Retro: Presenta una veduta delle torri del Cremlino, tra cui la Torre Spasskaya e la Torre Senatskaya, viste dalla Piazza Rossa. Spesso associata simbolicamente al potere legislativo (Duma), l’immagine celebra l’integrità del centro storico moscovita.
✨ Curiosità e Dettagli Nascosti
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Il Tricolore Parlante: La grande novità è la bandiera. Se guardi con una lente, noterai che è stato fatto un grande sforzo per rendere i tre colori distinti nonostante le limitazioni della stampa calcografica dell’epoca. Era il modo più veloce per dire al mondo: “L’Unione Sovietica è finita”.
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Vittima del “Cambio Rapido”: Nel luglio 1993, la Russia attuò una riforma monetaria improvvisa per separare il proprio sistema monetario da quello delle altre ex repubbliche sovietiche. Queste banconote furono distribuite per sostituire in pochi giorni tutto il vecchio contante sovietico rimasto in circolazione.
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La Banconota “Piccola”: Anche se 100 rubli sembrano molti, nel 1993 l’inflazione era così galoppante che questo biglietto divenne rapidamente di scarso valore. Fu una delle banconote con il ciclo di vita più breve tra le mani dei cittadini, venendo presto sostituita da monete o tagli molto più alti.
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Addio a Lenin (Per Sempre): Questa serie rimpiazzò definitivamente i biglietti con il volto di Lenin. Per molti russi, vedere il Senato del Cremlino al posto del leader rivoluzionario fu il segno plastico che la transizione al capitalismo era ormai irreversibile.
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Filigrana Moderna: Al posto del volto di Lenin, in trasparenza si possono osservare motivi geometrici o la stella a cinque punte stilizzata della serie russa, un altro passo verso la “denazionalizzazione” sovietica della moneta.
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