1998 – 200 Forint – “Il Re Angioino e la Fortezza”

Questa banconota celebra il XIV secolo, un’epoca di grande splendore economico per l’Ungheria, grazie a un re di origini italiane (o meglio, della dinastia d’Angiò).

🎨 Iconografia del Fronte e del Retro

  • Fronte: Il ritratto di Károly Róbert (Carlo Roberto d’Angiò). È il re che portò l’oro e la stabilità in Ungheria, rendendola una delle potenze più ricche d’Europa. Sul fronte appare con la corona e un portamento fiero.

  • Retro: Il castello di Diósgyőr (Diósgyőri vár). Si trova vicino all’odierna Miskolc ed è famoso per le sue quattro torri angolari. All’epoca di Carlo Roberto e di suo figlio Luigi il Grande, era una delle residenze reali più lussuose.


Curiosità e Dettagli Nascosti

  • Origini Italiane: Carlo Roberto faceva parte della casata degli Angiò di Napoli. Quando arrivò in Ungheria, portò con sé non solo l’esperienza amministrativa, ma anche l’influenza artistica e culturale italiana, che si riflette nel design gotico del castello sul retro.

  • La Banconota “Breve”: Questa è stata una delle banconote con la vita più corta nella storia moderna ungherese. Emessa nel 1998, è stata ritirata solo 11 anni dopo, nel 2009. Il motivo? Essendo il taglio più piccolo, passava di mano così velocemente che la carta si consumava troppo in fretta, costringendo la Banca Centrale a sostituirla con una moneta più resistente.

  • Il Castello Ricostruito: Se oggi visiti il castello di Diósgyőr, lo vedrai molto più imponente rispetto a come appare sulla banconota. L’immagine sul biglietto mostrava lo stato delle rovine nel 1998, mentre negli ultimi anni è stato oggetto di una massiccia ricostruzione storica.

  • Dettagli Antisgualcito: Poiché era destinata a circolare moltissimo (per pagare il pane, il giornale o il caffè), la carta di questo 200 fiorini era trattata con una speciale lacca protettiva per renderla più rigida e resistente all’umidità rispetto ai tagli più grandi.

  • Scomparsa dai Portafogli: Quando fu annunciato il ritiro nel 2009, ci fu una corsa a conservarne un esemplare come ricordo. Ancora oggi, molti ungheresi tengono un “Carlo Roberto” verde tra le pagine dei libri o nei cassetti come portafortuna.

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